Il passo successivo a Macintosh Plus fu quello, nel 1987, di proporre un Macintosh veramente aperto.

Fu la volta di Macintosh II, con un nuovo microprocessore (il
veloce 68020), una scatola da computer tradizionale, con monitor
separato, e diversi slot di espansione.
Anche il Plus ebbe il suo aggiornamento, sotto forma di Macintosh
SE (Slot Enhanced), con uno slot di espansione, un secondo drive
oppure un hard disk, e la nuova porta ADB per tastiera e mouse.
Un anno dopo uscì anche il modello coupé, SE/30, un Macintosh compatto da corsa con un 68030 a 16 MHerz.

Macintosh II fu salutato come una nuova era per il nostro Mac.
Eppure portava in se il germe di una assimilazione all'idea di
computer tradizionale che in qualche modo tradiva l'idea originale
di Macintosh.
Macintosh II, in fondo, era un Apple II molto evoluto, lo stesso
modello a cui si rifacevano anche i produttori di computer Intel,
i cosiddetti IBM compatibili.
E come i compatibili, non era neppure una gran bellezza.
Sicuramente Macintosh II era molto diverso dal Mac che avrebbe voluto il suo creatore, Steve Jobs.