La gente dovrebbe piuttosto riflettere su come vuole organizzare la propria convivenza. Fino ad oggi ci sono due modi fondamentali attraverso cui l'uomo lo ha fatto.
Un modo (quello da sempre il più diffuso), è piramidale: l'organizzazione a vertice.
E' il mondo dove un gruppo di notabili privilegiati (il vertice), più importanti degli altri in virtù della propria nascita o delle proprie idee o della propria missione, conduce il resto (la base) delle persone.
A vertice sono stati organizzati i regni del passato, le religioni (soprattutto quelle di ceppo medio orientale) e dell'ideologia socialista.
Nel mondo a piramide è l'ideale a prevalere, quello del buon Sovrano per grazia, del Dio onnipotente, del Proletariato.
Poi c'è il secondo modo di organizzare la società, ed è quello liberale.
La società liberale è costruita attorno ad ogni singolo libero individuo, ad ogni singola libera persona.
"Riteniamo assiomatiche queste verità: che tutti gli uomini furono creati uguali; che, dal loro Creatore, hanno ricevuto in dote certi diritti inalienabili, fra i quali sono la vita, la libertà e il conseguimento della felicità. Che per tutelare questi diritti vengono istituiti fra gli uomini dei governi, che traggono il loro legittimo potere dal consenso dei governati, e che ogni volta che una forma di governo si dimostrerà d'ostacolo al raggiungimento di questi scopi, il popolo avrà il diritto di modificarla o di abolirla" (dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America, 1776)
Ogni persona ha dei diritti, e questi diritti non sono sindacabili; il suo libero arbitrio non può essere oggetto del giudizio e dell'etica altrui.
Ogni persona ha dei doveri, ma solo in relazione alla realizzazione dei medesimi diritti delle persone con cui ha scelto di vivere.
Diritti inalienabili sono la vita, la salute, la dignità; l'aspirazione alla felicità, la libertà di pensiero, la libertà di arbitrio, di culto, di etica.
Nell'ambito della società l'uomo/cittadino ha diritto al proprio lavoro e alla propria crescita. Come ha diritto inalienabile alla difesa. Ha il diritto di costruire da se il proprio futuro, secondo le proprie esigenze, le proprie aspirazioni, le proprie speranze.
Nell'etica liberale l'onestà non deriva dalla paura del castigo divino o dalla speranza del suo premio, ma ha lo scopo di godere della migliore fra le convivenze possibili.