Non manca mai di stupirmi il fatto che, quando la gente parla di politica, cioè di organizzazione della propria società, confonde costantemente il fine con il mezzo.
Ogni dialogo politico ruota attorno a banalità come la vita privata dei leader di turno: una politica barzelletta da TV.

La gente dovrebbe piuttosto riflettere su come vuole organizzare la propria convivenza. Fino ad oggi ci sono due modi fondamentali attraverso cui l'uomo lo ha fatto.

Un modo (quello da sempre il più diffuso), è piramidale: l'organizzazione a vertice.

E' il mondo dove un gruppo di notabili privilegiati (il vertice), più importanti degli altri in virtù della propria nascita o delle proprie idee o della propria missione, conduce il resto (la base) delle persone.

A vertice sono stati organizzati i regni del passato, le religioni (soprattutto quelle di ceppo medio orientale) e dell'ideologia socialista.

Nel mondo a piramide è l'ideale a prevalere, quello del “buon Sovrano per grazia”, del “Dio onnipotente”, del “Proletariato”.

Poi c'è il secondo modo di organizzare la società, ed è quello liberale.
La società liberale è costruita attorno ad ogni singolo libero individuo, ad ogni singola libera persona.

Nell'etica liberale l'onestà non deriva dalla paura del castigo divino o dalla speranza del suo premio, ma ha lo scopo di godere della migliore fra le convivenze possibili.