Nessuno ha mai parlato a Dio, e Dio mai ha parlato a nessuno, che fosse imperatore, dalai lama, patriarca, rabbino, papa, saggio o sciocco, ricco o poverello.

Nessuno sa niente di Dio: se usassi la logica, dovrei professarmi agnostico.

Se usassi la conoscenza, dovrei professarmi ateo.

Preferisco usare il cuore, il misticismo che mi suggerisce, la religiosità che mi è necessaria; ma non per questo chiudo gli occhi e mi invento “dei” costruiti a mia immagine e somiglianza.
Meno ancora mi affido a chi di questi Dei pretende di possedere un diritto di rappresentanza o una licenza esclusiva.

Io celebro, solo e nel mio io, una divinità che non conosco e che non posso conoscere: cielo, mare, vento, campi, montagne...

Così mi professo pagano, come pagani sono stati i popoli più saggi della nostra storia: i greci, i romani, gli indiani d'america.