La memoria del computer costituisce per il beginner uno dei misteri più ingarbugliati dell'informatica. Di memoria, dice il venditore, ne serve molta, più di quanta ne sia venduta con il computer. Ma a cosa serve questa memoria? Come si consuma? Ma soprattutto: perché il computer mi dice che non ha abbastanza memoria quando apparentemente dovrebbe averne da vendere? Vuotare il disco rigido mi aiuterà a liberare memoria?
Per capire in cosa consista la memoria, dobbiamo ricorrere a una metafora: immaginare il computer (vale per il Mac come per qualsiasi altro PC) come la scrivania su cui lavoriamo.
Una scrivania fornita di cassetti, in cui conserviamo il nostro lavoro, sotto forma di lettere, fatture, disegni, archivi.
Insomma: dati.
Ma anche strumenti (programmi): penne con cui scrivere, pennarelli con cui colorare, righe, squadre, calcolatrici per far di conto.
Il computer appena acceso è come una scrivania dalla superficie completamente sgombra, ma con i dati e gli strumenti che ci servono riposti nei cassetti.
Decidiamo di scrivere una lettera. Innanzi tutto non vorremo scriverla nel cassetto: piuttosto estrarremo dal cassetto penna e foglio e li appoggeremo sul piano di lavoro della scrivania.
Cassetti e piano di lavoro della scrivania descrivono bene i due tipi principali di memoria su cui si basa il calcolatore. Da una parte una memoria di massa (i cassetti), in cui i dati e i gli strumenti restano archiviati e conservati anche quando non siamo al lavoro, cioè anche quando spegniamo il computer e gli togliamo la corrente elettrica che lo fa funzionare.
Il disco rigido (hard disk), con la sua organizzazione in cartelle, costituisce i cassetti della nostra scrivania di lavoro. Nello spegnere il computer non perdiamo i dati a cui abbiamo lavorato, purché questi siano stati riposti nei cassetti, cioè purché siano stati registrati sul disco rigido o su un altro dispositivo analogo eventualmente collegato al nostro computer (un floppy disk o un disco ZIP, per esempio).
Ogni computer dispone almeno di un disco rigido, quello su cui risiede la Cartella Sistema (che contiene il programma minimo necessario al funzionamento del computer, il sistema operativo, di cui già abbiamo parlato). Può possedere altri dischi collegati, o internamente allo chassis principale, o esternamente tramite porte e cavi (come SCSI, Universal Serial Bus, FireWire
). Possiamo immaginare questi dischi aggiuntivi come ulteriori schedari in cui archiviare i dati.
Nessuno scriverebbe una lettera tenendo la carta nel cassetto: sarebbe troppo scomodo. Meglio portare carta e penna sulla scrivania, scrivere la lettera, e riporre di nuovo il lavoro nel cassetto a lavoro finito (o magari mettere la lettera in una busta e spedirla per posta).
Allo stesso modo il computer non lavora sulla lettera direttamente nel disco rigido. Ne apre invece una copia e la porta in una memoria del tutto diversa, detta memoria RAM, che è la memoria di cui si serve per lavorare: il suo piano della scrivania.
Anche fisicamente questa memoria RAM è del tutto diversa da un disco. In realtà assomiglia a un wafer di plastica (spesso in realtà più di uno) inserito allinterno del corpo del computer. Lutente medio non ha mai necessità di vedere fisicamente questo wafer di memoria, anche se non è complicato aggiungerne fissandola negli appositi slot.
Questa memoria RAM necessita di corrente elettrica per funzionare. Quando spegniamo il computer, il contenuto della RAM viene completamente cancellato. Al riavvio la RAM si presenta del tutto bianca, mentre il disco rigido continua a tenere memorizzati i propri dati anche da spento, per ricordarseli perfettamente quando viene riacceso.
Questo è il motivo per cui i programmi ci chiedono con petulanza se vogliamo salvare un documento su disco prima di chiuderlo
Normalmente nei cassetti stanno molti più fogli che quelli che possiamo tenere in buon ordine sulla scrivania. Allo stesso modo, lo spazio della RAM è ridotto rispetto a quello dellhard disk. Perché lo spazio della RAM costa assai di più di quello dellhard disk. In cambio la RAM accede ai dati enormemente più velocemente di un disco, e questo è il motivo per cui il computer ne fa uso per gestire i programmi. Tipicamente un disco rigido attuale offre uno spazio di 4 miliardi di byte (4 Gigabyte) o più, mentre la RAM è mediamente di 64 milioni di byte (64 Megabyte), anche se queste capacità sono continuamente ritoccate verso lalto. Quindici anni fa lo spazio medio della RAM era di 64.000 byte, e quello di un disco 400.000
cioè da mille a diecimila volte meno di oggi.
Avere più programmi aperti nel nostro computer è come avere più documenti di tipo diverso allineati sul piano della scrivania: fogli, giornali, fotografie, agenda, orologio
Più documenti teniamo sulla scrivania, meno spazio libero rimane.
In effetti il computer non organizza lo spazio della memoria RAM sulla base del foglio di carta su cui scriviamo, ma piuttosto della penna che utilizziamo per scriverlo. La penna è il programma (in questo esempio, di scrittura) mentre il foglio è il documento.
Quando il programma viene aperto, il computer occupa, su richiesta del programma, una certa porzione della memoria RAM e gliela affitta. Allinterno di questa memoria il programma potrà aprire quanti documenti gli sono necessari, ma il fatto di avere zero o dieci documenti aperti non modificherà la quantità di memoria totale a sua disposizione, che rimane comunque la stessa fornita in partenza.
Per sapere quanta memoria RAM del nostro Macintosh è utilizzata e quanta memoria è libera, abbiamo a disposizione uno strumento comodissimo. Basta andare sul Finder (ci si arriva del menu Applicazioni, quello posta allestremità destra della barra dei menu, oppure facendo click sullo sfondo) e selezionare successivamente la prima voce del menu mela, che prende il nome di "Su questo computer
".

La finestra che si apre (e che possiamo mantenere aperta mentre continuiamo a lavorare) ci fornisce una quantità di informazioni utili. Per esempio quanta sia la memoria RAM di cui è dotato il nostro computer, quali e quanti programmi siano aperti in questo momento, quanta memoria sia loro assegnata e infine quanta memoria sia ancora disponibile per aprire contemporaneamente altri programmi.

Scopriamo così che la memoria RAM è consumata solo dai programmi effettivamente aperti attualmente, e non è influenzata dal numero di programmi o di dati archiviati sul disco rigido. Svuotare il disco non ci aiuterà ad aumentare la RAM a disposizione, ma, al limite a far più spazio nei cassetti se questi sono colmi oltre ogni dire.
Un errore in cui cadono molto spesso gli absolute beginner è pensare di aver un solo programma aperto perché nessuno degli altri lasciati effettivamente aperti ha alcuna finestra visibile. Per sapere quali programmi sono davvero aperti, dovremo invece ricorrere al citato menu Applicazioni, quello alla destra della barra dei menu (che riporta il nome del programma in primo piano).
Ricordiamo che un programma può essere aperto anche se abbiamo chiuso ognuna delle sue finestre. Un programma si chiude (liberando la sua fetta di memoria RAM) solo selezionando la voce Chiudi del menu Archivio.
Utilizzando gli aiuti veloci (gli aiuti a fumetto, che possiamo attivare dal menu Aiuto) possiamo avere molte spiegazioni interessanti sui dati che ci fornisce la finestra Info su questo computer. Per esempio in questo momento io ho aperto il programma ClarisWorks (che uso per scrivere questo articolo), a cui è stata assegnata una quantità di memoria di 2,5 MegaByte.
Dal momento che in ClarisWorks ho aperto una sola finestra, il programma sta utilizzando solo 779 KiloByte (meno di 1 MegaByte) dello spazio a propria disposizione, lasciandomi parecchio spazio per aggiungere altre parole, aprire altre finestre, grafica, calcoli e così via. Se aprissi documenti dopo documenti (e non ne richiudessi nessuno) potrei arrivare infine a saturare i 2,5 MegaByte a disposizione di ClarisWorks. Dal momento che il mio Mac dispone di 64 MegaByte di memoria mi potrei aspettare che il sistema operativo metta automaticamente a disposizione del programma un po della grande quantità di memoria non utilizzata.
In realtà il Macintosh attuale non è abbastanza intelligente per saperlo fare, e si limiterebbe ad informarmi che la memoria è esaurita e che devo chiudere qualche documento. Di qui la giustificata confusione dell'utente. Questo perché lattuale gestione della memoria del Mac è statica e non dinamica. Le cose potrebbero cambiare con una prossima versione del sistema operativo di Macintosh, che sarà in grado di fornire dinamicamente memoria ai processi attivi, e non staticamente alle applicazioni aperte. In modo del tutto trasparente all'utente.
Si parlava di far posto nei cassetti. Come possiamo sapere quanto spazio di hard disk abbiamo a disposizione e quanto ne abbiamo consumato? Ogni finestra del Finder ci informa, sulla parte superiore, di quanto spazio è ancora disponibile.

È meglio avere l'accortezza di non riempire al massimo i dischi rigidi, ed in particolare il disco di avvio (quello su cui risiede la Cartella Sistema), perché sia il Sistema Operativo che molti programmi hanno l'abitudine di scrivere cose sul disco (come se prendessero appunti). Se non trovassero spazio potrebbero generare errori gravi, persino difficili da riparare. Se il disco è quasi pieno, potremmo spostare i documenti che meno ci servono su floppy disk o su dischi estraibili; o aggiungere un nuovo hard disk (oggi non è più un sacrificio economico); o infine dotarci di un masterizzatore, cioè di una periferica in grado di scrivere CD Rom con cui creare archivi permanenti che non correremo il rischio di cancellare in futuro.
Abbiamo visto di come possiamo informarci su quanto spazio residuo sia rimasto sul disco. Come sapere quanto spazio abbiamo invece consumato, e quanto spazio occupa una singola cartella, di dati o di programmi? È sufficiente selezionare l'icona del disco rigido sul Finder, oppure quella della cartella, e premere i pulsanti mela e I (è la scorciatoia da tastiera del menu Informazioni). La finestra di informazioni sarà prodiga delle indicazioni che ci servono.

Anche settando la finestra a vista a elenco saremo informati sull'occupazione di memoria di ogni elemento, comprese le cartelle.
Come possiamo regolare lo spazio a disposizione di un'applicazione (in particolare se il computer ci informa di non avere più memoria a disposizione mentre la finestra Info su questo computer ci conferma che la memoria abbonda?
Dobbiamo chiudere l'applicazione, e trovarne l'icona sul disco rigido (probabilmente l'avremo installato nella cartella Applicazioni, o magari appena all'interno del disco rigido; ma se proprio siamo dei disordinati, potremo farci aiutare da Sherlock).
Una volta selezionata l'icona del programma, ne attiveremo la finestra di informazioni (mela-I) e da qui sceglieremo tramite un menu a pop Up le informazioni sulla memoria.

Abbiamo a disposizione tre informazioni. Quella sulla memoria minima per l'applicazione, sotto la quale non è bene andare (pena il suo malfunzionamento); la memoria consigliata e quella effettivamente assegnata. Se abbiamo necessità di aumentare la memoria a disposizione di quella applicazione, possiamo indicarlo sostituendo il valore di quest'ultima voce. Ma facciamolo con criterio. Prendiamoci solo la memoria effettivamente necessaria e non oltrepassiamo la RAM effettivamente a disposizione, o non riusciremo più neppure ad aprire l'applicazione. Se ClarisWorks ci ha segnalato di non aver abbastanza memoria con 2.5 Megabyte assegnati, proviamo a dargliene 3.5, non 30
Per ogni dubbio, ricorriamo sempre alle preziose informazioni della finestra Info su questo computer.
Una voce del pannello di controllo (sotto il menu mela) è memoria; tramite questo controllo possiamo settare alcuni parametri interessanti.

Il primo è memoria tampone. Siamo fortunati: c'è una voce default che selezioneremo, lasciando che Mac calcoli per noi quanta memoria tampone ci serva (sulla base della RAM totale).
La voce più importante è memoria virtuale. La memoria virtuale è un escamotage con cui il Sistema Operativo tenta di aggirare la propria incapacità di gestire dinamicamente la spartizione della RAM. Siccome i programmi aperti ma non attivi occupano RAM ma probabilmente non la stanno utilizzando veramente, il sistema registra i contenuti della loro RAM su una porzione libera del disco rigido, e mette a disposizione la RAM fisica così liberata. Quando selezioniamo nuovamente uno di quei programmi, il sistema svolge il compito opposto, leggendo da disco e riscrivendo i dati in RAM. Tutta questa operazione prende un po di tempo, rallentando ad ogni passaggio il computer. Anzi, maggiore è la quantità di memoria virtuale, più vistoso è il rallentamento (e lo spazio occupato su disco rigido). Se non abbiamo penuria di RAM, aumentiamo la memoria virtuale ad un solo MegaByte sopra il valore della memoria effettivamente incorporata. Viceversa facciamoci aiutare dal pulsante Usa Default, o comunque non aumentiamo la memoria virtuale a valori superiori alla metà della effettiva memoria fisica (per esempio, con 64 MegaByte di memoria effettivamente installata, possiamo permetterci di portare la memoria virtuale a 96 MegaByte). In ogni caso non disattiviamo la memoria virtuale, perché è utile al modo in cui processore PowerPC lavora.
Dopo il riavvio, il computer sarà convinto di possedere una quantità effettiva di RAM pari alla memoria virtuale.
Da ultimo il disco RAM. Un consiglio: a meno che non sappiate molto bene perché lo state facendo, non utilizzatelo. Ogni byte di disco RAM selezionato è un byte che rubiamo alla preziosa memoria del computer.
Personalmente io ho creato un disco RAM di 756 kbyte (le dimensioni di un floppy disc) sul mio iBook, per scrivere articoli come questo senza bisogno di salvare sul disco rigido. Infatti il PowerBook quando può mette in stop il disco rigido per risparmiare le batterie; ovviamente salvare su di esso ne provoca la riaccensione...